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Montedison
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mwbqMontecatini Edison S.p.A. (dal mwbg1966 al mwbw1969), successivamente abbreviato in mwcaMontedison S.p.A., è stato un grande mwcqgruppo industriale e finanziario mwcgitaliano, conosciuto con questo nome fino al mwcw2002; attivo nella mwdachimica e nell'mwdqagroalimentare, aveva interessi in numerosi altri settori, quali mwdgfarmaceutica, mwdwenergia, mweametallurgia, mweqassicurazioni ed mwegeditoria.
Costanti della sua storia sono stati il dualismo con il polo chimico pubblico dell'mwfaEni, l'influenza da parte di mwfqMediobanca ed un mwfgcapitale sociale frammentato, spesso privo di un mwfwazionista di controllo e soggetto a frequenti mwgascalate in mwgqBorsa. All'inizio fu una grande mwggmwgwpublic company, la prima in mwhaItalia nella chimica, quinta in mwhqEuropa e settima al mondo. Era la metà della mwhgDuPont e dell'mwhwIci mwiaImperial Chemical Industries, più piccola della mwiqBayer e della mwigMonsanto, quasi uguale alla mwiwHoechst e alla mwjaRhône-Poulenc.cite-ref-1[1]
Nella seconda metà degli anni ottanta, dopo la confluenza nel gruppo mwkgFerruzzi, diventò il secondo maggior gruppo industriale privato italiano. Nel mwkw2001 è stato sempre il secondo gruppo privato italiano prima di essere scalato dalla mwlaFIAT con la francese mwlqEDF come alleata ed essere smembrato e venduto nel 2002. Viene tenuta solo la parte energetica in una società (mwlgEdison) il cui controllo finisce in mano pubblica francese (EDF) e italiana (mwlwAem, controllata dal comune di Milano)cite-ref-2[2] nel 1º gennaio 2008 Aem è operativa con il nome di mwnaA2A S.p.A, in seguito alla fusione per incorporazione di mwnqAMSA e mwngASM.
Contents
• Storia
• Note
• Luoghi
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Storia
Origini: Montecatini ed Edison
La Montedison nacque nel mwpw1966 dalla fusione tra mwqaMontecatini ed mwqqEdison; la mwqgMontecatini era stata costituita nel mwqw1888 a mwraMontecatini Val di Cecina (mwrqPI) per lo sfruttamento delle mwrglocali miniere di mwrwrame; negli mwsaanni dieci del mwsqXX secolo entrò nel settore chimico e nei decenni successivi diventò, a colpi di brevetti e di acquisizioni, la maggior azienda chimica italiana, pressoché monopolista in alcune produzioni come l'mwsgacido solforico, i mwswconcimi, i mwtacoloranti (tramite la controllata mwtqACNA); nel mwtg1936, in collaborazione con l'mwtwAgip, costituì l'mwuaAnic (Azienda Nazionale Idrogenazione Carburanti), con lo scopo di produrre benzina sintetica, che sarebbe stato il primo nucleo dell'mwuqindustria petrolchimica italiana.
La Edison era nata nel mwuw1884 a mwvaMilano e fu una delle prime aziende a sfruttare in Italia quell'mwvqenergia idroelettrica che fu alla base della prima industrializzazione italiana, costruendo mwvgdighe lungo l'arco alpino, in particolare in mwvwLombardia; già ai primi del Novecento la Edison era uno dei gruppi industriali dominanti in Italia, suddividendosi il controllo del mercato elettrico nell'Italia a Nord con la mwwaSIP - Società idroelettrica piemontese, concentrata in mwwqPiemonte e mwwgLiguria, e la mwwwSADE, forte nel Nord Est.
Il dopoguerra e la fusione
Già nell'immediato dopoguerra in mwxgItalia si ipotizzava la nazionalizzazione dell'industria elettrica, fino ad allora in mano ad aziende private come la stessa Edison; la prospettiva di subire un esproprio delle proprie attività indusse le aziende elettriche a diversificare: la Edison scelse di investire prevalentemente nella petrolchimica, attratta anche dagli incentivi concessi dallo Stato.
Negli mwyaanni cinquanta così gli interessi della Edison entrarono in collisione con quelli della Montecatini, in difficoltà finanziarie per i forti investimenti richiesti dalla costruzione del polo petrolchimico di mwyqBrindisi, ma all'avanguardia nella ricerca sui nuovi materiali (il mwygpolipropilene isotattico), grazie all'industrializzazione dei brevetti derivanti dalle ricerche del chimico mwywGiulio Natta, mwzapremio Nobel nel 1963.
Nel mwzg1962, con la costituzione dell'mwzwEnel, la nazionalizzazione dell'industria elettrica ebbe effettivamente luogo; le aziende private dovettero conferire i loro impianti al neonato ente elettrico, ricevendo in cambio dei cospicui indennizzi. La stessa Montecatini nel mwaa1963 acquisì l'ex azienda elettrica mwaqSADE con il solo scopo di appropriarsi degli indennizzi; ma il dissesto finanziario della Montecatini trovò soluzione solo il 7 luglio mwag1966 con la fusione per incorporazione di Montecatini - Società generale per l'Industria Mineraria e Chimica – in Edison, anch'essa forte degli indennizzi ricevuti dallo stato in seguito alla mwawnazionalizzazione; la fusione (presidente della Montecatini era mwbaCarlo Faina, fino all’ultimo tenuto all’oscuro dell’operazione condotta, come una congiura di palazzo, dal suo braccio destro, Giorgio Macerata,cite-ref-3[3] presidente della Edison era mwcqGiorgio Valerio), fu pensata dai manager e azionisti delle due societàcite-ref-4[4] e progettata da mwdgMediobanca e da mwdwEnrico Cuccia.
Il primo a parlarne con Cuccia fu mweqLeopoldo Pirelli.cite-ref-5[5]
La guida della Montedison fu poi affidata ai dirigenti della “vecchia” Edison. La giustificazione dell'operazione di fusione, annoterà mwfwPietro Nenni nel suo diario il 7 dicembre 1965, fu che la Edison "ha i soldi ma non sa dove investirli" e la Montecatini "ha un vasto piano di investimenti ma non ha i capitali".cite-ref-6[6]
Nel mwhq1968, sempre con la supervisione di mwhgMediobanca ma anche con l'appoggio del governo e dell'Eni, la mwhwSogam (finanziaria a controllo congiunto mwiaIRI-mwiqEni) rastrellò in Borsa, senza che nessuno – nemmeno Valerio – riuscisse a capire chi fosse dietro a quel rastrellamento,cite-ref-7[7] un pacchetto di azioni pari al 15-20% del capitale Montedison, sufficiente a garantire la qualifica di azionista di riferimento. Valerio fu estromesso dal suo incarico di presidente, al suo posto subentrarono prima mwjgCesare Merzagora e dopo mwjwPietro Campilli. Amministratore delegato del settore di ricerca Montedel, fra il 1968 e il 1974 e poi direttore generale fino al 1980, fu nominato il fisico mwkaUmberto Pellegrini.
Gli anni settanta
Nel mwkw1971 mwlaEugenio Cefis, già presidente dell'mwlqEni, fu nominato presidente della Montedison, carica che avrebbe mantenuto fino al mwlg1977; la stampa dell'epoca vedeva la Montedison più come uno strumento di mwlwCefis per realizzare non meglio precisati disegni politici (anche di tipo golpistico)cite-ref-8[8] che non come un gruppo industriale collegato con l'mwnaEni, che ne deteneva congiuntamente all'IRI il pacchetto di controllo.
Il sospetto era avvalorato dall'acquisizione del quotidiano mwngIl Messaggero e dalle mire di Cefis sul mwnwCorriere della Sera: i quotidiani sarebbero dovuti servire per aumentare il peso politico di Cefis e del suo referente politico mwoaAmintore Fanfani.cite-ref-9[9]
A prescindere da ciò, negli anni '70 la Montedison infilò una lunga serie di bilanci in rosso, appena mitigati da proventi finanziari ricercati proprio con lo scopo di “abbellire” i risultati fiaccati dal cattivo andamento della gestione industriale.cite-ref-10[10] Nonostante la presenza dell'ENI nel capitale, la Montedison ne era di fatto autonoma, comportandosi con l'ente petrolifero come un concorrente, entrandovi in collisione specialmente per l'assegnazione dei cospicui aiuti pubblici che in quegli anni erano erogati a fronte degli investimenti industriali nel mwqgMezzogiorno.
Montedison poté cedere all'IRI alcune aziende alimentari (come la Pai e la mwraPavesi) acquistate dalla Edison nel decennio precedente, mentre approfittò della creazione dell'mwrqEnte gestione attività minerarie per cedergli le poco redditizie attività minerarie ereditate dalla Montecatini.cite-ref-11[11]
Gli anni ottanta
Nel mwva1981 ebbe luogo la “riprivatizzazione” della Montedison: sotto la regia di mwvqMediobanca un consorzio partecipato dai gruppi mwvgAgnelli, mwvwPirelli, mwwaBonomi e mwwqOrlando acquisì il pacchetto di controllo in mano agli enti pubblici. Grazie anche ad una congiuntura favorevole i conti della Montedison andarono migliorando, ed il presidente Mario Schimberni se ne avvantaggiò perseguendo una politica di autonomia dai maggiori azionisti, compiendo operazioni anche al di fuori del settore chimico, come l'acquisizione della compagnia assicurativa mwwgFondiaria, nonostante il parere contrario di Mediobanca.
In questi anni, Schimberni porta il fatturato a 13.791 miliardi di lire e l'utile netto a 566 miliardi di lire di utile (1987, il valore più alto mai registratocite-ref-13[13]) contro gli 830 miliardi di perdita del 1982, anche grazie alla vendita a Eni di alcuni impianti Montedison, che ha portato nella compagnia chimica 400 miliardi di lire.
Le società più profittevoli erano Himont, Montedipe e Dutral attive nei propilenici, materiali speciali, Erbamont-Farmitalia nella farmaceutica e Selm nell'energia elettrica:cite-ref-ricerca-repubblica-it-17-0[17]cite-ref-18[18] in particolare, era il primo produttore mondiale di polipropilene, tra i leader in Europa nella produzione di polistirolo, di gomme fluorurate e gomme da etilene-propilene, tra i primi nella produzione degli antitumorali e negli intermedi per antibiotici da fermentazione ed era il principale produttore privato di energia elettrica.cite-ref-19[19]
I settori meno redditizi erano quelli relativi ai fertilizzanti (dove però era il principale produttore nazionale), fitofarmaci e fibre.cite-ref-20[20]
L'arrivo di Gardini
Anche per gli attriti di cui sopra, i maggiori soci uscirono progressivamente dall'azionariato, mentre vi entrarono gruppi “emergenti” come il gruppo Varasi (vernici), la Inghirami (abbigliamento), la Maltauro (costruzioni) ed il gruppo mw6qFerruzzi (agroalimentare); quest'ultimo, guidato da mw6gRaul Gardini, venne ad assumere una posizione via via predominante tramite gli acquisti in Borsa nel mw6w1987 deteneva più del 40% del capitale, diventando il socio di comando.
Il disegno imprenditoriale del gruppo mw7qFerruzzi, attivo soprattutto nel settore agro-alimentare, non sembrava del tutto coerente con le attività della Montedison: secondo alcune interpretazioni la Ferruzzi aveva cominciato ad intuire le potenzialità della “chimica verde” (ad esempio nei biomateriali o nelle bioenergie),cite-ref-21[21] intravedendovi possibili sbocchi di mercato per le materie prime agricole.
Si crea così un gruppo con un fatturato compreso tra i 28 ed i 33.000 miliardi e tra gli 80 e i 90.000 dipendenti in tutto il mondo, caratterizzato però da un forte indebitamento a seguito della fusione con Ferruzzi.cite-ref-22[22]cite-ref-23[23]cite-ref-24[24] Gardini sembra volere una Montedison concentrata solo sul settore chimico (oltre che sulla riduzione dei debiti), motivo per cui cede mw-wStanda a mwaqaFininvest per 1.010 miliardi di lirecite-ref-25[25] ed mwaquIniziativa Meta (Montedison Terziario Avanzato, la cassaforte delle partecipazioni Montedisoncite-ref-26[26]) a Ferruzzi Finanziaria.cite-ref-27[27]
La nascita di Enimont
Nel mwara1988 ENI e Montedison conferirono alla mwarejoint venture mwariEnimont (40% ENI, 40% Montedison, 20% mwarmflottante) le proprie attività chimiche: si realizzava così quell'alleanza tra chimica pubblica e chimica privata che molti auspicavano da anni.
La vita di Enimont fu breve e travagliata: nel mwaru1989 la Montedison sembrò in un primo momento mirare alla maggioranza assoluta del capitale, già nel mwary1990 finì col cedere la totalità delle attività chimiche all'ENI, ricevendone in cambio 2.805 miliardi di lire,cite-ref-28[28] un prezzo valutato in seguito come esorbitante; in seguito intorno alla gestione ed alla trattativa per la cessione di Enimont emersero episodi di corruzione.cite-ref-29[29]
Gli anni novanta
Con l'uscita quasi totale dal settore chimico e con la riorganizzazione del gruppo Ferruzzi, la Montedison era diventata una semplice holding di partecipazioni dalle complesse architetture societarie che comportano diversi livelli di controllo societario, i quali rallentano i flussi di informazioni tra le aziende del gruppo e anche i percorsi di attribuzioni dei dividendi: ad esempio il possesso del 49,73% di mwaseEridania Beghin Say (mwasizucchero) era esercitato tramite European Sugars France partecipata al 100% da Finanziaria Agroindustriale, la quale controllata da ben 5 soci tutti riconducibili a Montedison (oltre a quest'ultima ed alla casa madre Ferruzzi Finanziaria, gli altri 3 titolari erano le partecipate Ferruzzi Investimenti, Axilia, Cementi Ravenna Finanziaria).cite-ref-30[30]cite-ref-31[31]
Altre imprese dell'orbita Montedison, per citarne alcune, rimangono mwaswFondiaria (assicurazioni), la Cereol (semi oleosi) e la mwas0Carapelli (olio d'oliva), nonché la “nuova” mwas4Edison, capogruppo per le attività nell'energia ricostituita nel mwas81991 per sfruttare le opportunità prospettate dalle tendenze emergenti verso la liberalizzazione dei mercati energetici.
Nel mwate1990, inoltre, Montedison, in un'ottica di diversificazione, acquista l'emittente televisiva mwatiTelemontecarlo: vennero trasmesse le attività sportive sponsorizzate dal gruppo come l'mwatmAmerica's Cup con il mwatqMoro di Venezia, mwatuBasket Mestre 1958 e mwatyPorto Ravenna Volley.cite-ref-32[32]cite-ref-33[33]
Nonostante una programmazione con personaggi anche di punta (come mwauaCorrado Augias), nonché trampolino di lancio per mwaueAlba Parietti, mwauiGioele Dix, mwaumFabio Fazio, mwauqSilvio Orlando, i conti si sono sempre chiusi in perdita per decine di miliardi di lire, arrivando a quota 500 miliardi nel periodo 1990-1995.
Negli stessi anni, continua a detenere la proprietà del quotidiano Il Messaggero, acquisito nel mwavo1974: sarà ceduto nel mwavs1996 a mwavwFrancesco Gaetano Caltagirone.cite-ref-38[38]
L'uscita dei Ferruzzi
Nel mwawm1993 Montedison è a capo di 237 societàcite-ref-39[39] e si trovava a fronteggiare la redditività in calo degli ultimi gioielli come mwawgHimont ed Erbamont (mancanza di strategie coerenti e di sviluppo secondo Fabrizio Barca nel suo Storia del capitalismo italiano dal dopoguerra ad oggi) ma soprattutto la controllante, Ferruzzi Finanziaria titolare di 300 compagnie e 52.000 dipendenti, è oberata da debiti insostenibili, tra i 29 ed i 31.000 miliardi di lirecite-ref-40[40]cite-ref-41[41]cite-ref-42[42]cite-ref-43[43]cite-ref-44[44] verso più di 300 banchecite-ref-45[45] sconta una pesante situazione negativa di Serafino Ferruzzi S.r.l. la sua principale azionista, che ha dovuto liquidare Raul Gardini per 505 miliardi di lire a seguito dell'abbandono del gruppo, indebitandosi sul mercatocite-ref-46[46] e svalutare proprio la partecipazione in Ferruzzi Finanziaria portandola da 1900 a 16 miliardi di lire. Serafino Ferruzzi si ritrovò quindi con un patrimonio netto negativo di 966 miliardi.cite-ref-47[47]
Questa situazione costrinse i Ferruzzi a cedere il controllo del gruppo alle banche creditrici.
Il capitale sociale di Ferruzzi Finanziaria viene ridotto,cite-ref-48[48] mentre gli istituti di credito accettano la conversione dei crediti in azioni e sottoscrivono un mwazaaumento di capitale, a cui aderisce anche la famiglia Ferruzzi tramite Serafino Ferruzzi S.r.l., con il 12% di Ferfin.cite-ref-49[49] Un altro 67% delle azioni che, direttamente o indirettamente (il 39% è infatti fiduciariamente detenuto da Spafid, la fiduciaria di Mediobancacite-ref-50[50]), finisce nelle mani di 53 banche, tra cui mwazkSanpaolo con il 15,75%, mwazoCredito Italiano con l'11,65%, mwazsBanca di Roma con il 10%, mwazwMonte dei Paschi di Siena al 4,55% e Mediobanca 0,5%.cite-ref-51[51]
Conseguentemente, nel mwaag1996 Ferruzzi Finanziaria viene ribattezzata Compagnia di Partecipazioni - Compart. Il bilancio mwaak1995 si è chiuso con 11 miliardi di utile contro la perdita di 997 miliardi nel mwaao1994 l'indebitamento finanziario netto si riduce dai 21.951 miliardi del 1993 a 13.132 miliardi.cite-ref-53[53]
Il decennio fu caratterizzato dal risanamento societario e dalle cessioni e riorganizzazioni finalizzate alla riduzione dell'indebitamento. Artefice di questa rinascita è il "chimico" mwabaEnrico Bondi, che avrà poi modo di confermare le sue grandi qualità nel salvataggio di altre realtà scricchiolanti, ultima delle quali mwabeParmalat.
Nel mwace1997, dopo un secolo di attività, Montedison esce ufficialmente dalla chimica. Viene ceduta anche l'ultima azienda del comparto, mwaciMontell, al socio americano mwacmShell, per 3.600 miliardi, indispensabili per raggiungere l'obiettivo di riduzione dell'indebitamento previsto da Mediobanca nel suo piano di ristrutturazione (7.000 miliardi).cite-ref-57[57]
L'OPA di EDF e la fine della Montedison
Nel mwaco2000 Compart (guidata da Mediobanca nel frattempo salita al 15%) arriva oltre il 32% delle azionicite-ref-58[58] e lancia un'mwac8Offerta pubblica di acquisto da 3,16 miliardi di euro su Montedison,cite-ref-59[59] arrivando a detenere il 94,5% delle azioni.cite-ref-60[60] Conseguentemente, la storica Montedison S.p.A. viene fusa per incorporazione in Compart S.p.A., che cambia denominazione sociale in Montedison S.p.A.cite-ref-61[61]
Montedison in quella data è un gruppo da 14,3 miliardi di euro di fatturato, 33.000 dipendenti, composto da mwad0Fondiaria, Eridania Beghin-Say, Edison, mwad8Ausimont, Antibioticos, Syremont, mwaeiTecnimont, mwaemFalck, mwaeqIntermarinecite-ref-repubblica-it-62-0[62]cite-ref-63[63] e 4.800 miliardi di debiti.cite-ref-64[64]
Nel mwafi2000 Montedison promuove con successo un'Opa su mwafmFalck e la relativa controllata Sondel,cite-ref-65[65]cite-ref-66[66] ma nel febbraio mwaf02001 l'assemblea degli azionisti di Montedison boccia la fusione con Falck, progetto avallato e sostenuto da Mediobanca,cite-ref-67[67]cite-ref-68[68] aprendo una fase di conflitto tra i soci di Montedison: il blocco Mediobanca (15%), che riunisce mwagyBanca Intesa (4,3%), mwagcAssicurazioni Generali (5,3%), mwaggCaltagirone (4,6%), mwagkItalmobiliare (4%) e mwagoPremafin (2,1%) opposto a mwagsSanpaolo IMI, mwagwBanca di Roma, il finanziere Zalesky e la famiglia Strazzera (che insieme detengono il 30% della compagnia).cite-ref-repubblica-it-62-1[62]
Ancora una volta gli azionisti “di controllo” della Montedison (il principale azionista è Mediobanca con funzioni anche di vigilanza sul management)cite-ref-69[69] non avevano forza per proteggere la società da scalatori di Borsa e l'ente elettrico di stato francese mwahcEDF inizia a rastrellare azioni Montedison, attività che intraprende anche mwahgFiat.cite-ref-70[70]cite-ref-71[71]
Il 23 maggio esce la notizia che EDF sarebbe in possesso del 23% di Montedison, quota che salirà al 30% circa del capitale, il governo italiano si oppose alla presa di potere del colosso di stato francese, adducendo la mancanza di “reciprocità” per le aziende italiane di scalare le aziende energetiche francesi.
In effetti ciò che interessava a EDF erano le centrali elettriche e le quote di importazione per il gas di Edison, nella prospettiva di liberalizzazione del mercato energetico italiano.cite-ref-72[72]
La prima viene trasformata in Italenergia S.p.A., di cui la seconda sottoscrive circa il 40%, seguita da EDF con il 18% (anche se il Decreto Legge 192/01, poi Legge 301/01, promosso proprio per bloccare l'intervento francese, limita il diritto di voto di EDF al 2% - c.d. mwaisDecreto anti EDFcite-ref-73[73]), San Paolo IMI, Banca Intesa e Banca di Roma con il 23% in totale, Carlo Tassara (controllata da Zaleski) con il 20%.
Nel 2001, la Montedison verrà sanzionata dal Foreign Corrupt Practices Act degli mwakyStati Uniti per 300.000 dollari, su fatti risalenti tra il mwakc'93 e il mwakg1996,cite-ref-79[79] poiché, secondo la spiegazione di Guido Acquaviva, avrebbe commesso un illecito per aver occultato nella propria contabilità il fatto che parte dei fondi societari venissero utilizzati per fini "illeciti".cite-ref-80[80]
Le attività ex-Montedison
A partire dalla vicenda mwal8Enimont e proseguendo con la crisi finanziaria del gruppo Ferruzzi, la Montedison cedette molte attività, ciascuna delle quali seguì destini diversi; negli mwamaanni duemila vi sono tuttora alcune aziende che portano nel nome la loro precedente appartenenza al gruppo Montedison:
• mwammEdison: scomparsa dopo la fusione del mwamq1966, la denominazione fu ripresa nei primi mwamuanni novanta dalla mwamySELM, filiale della Montedison per le attività energetiche. Dopo avere assorbito le attività elettriche nel gruppo mwamcFalck, nel mwamg2001 era diventato l'asset più importante del gruppo ed era ciò a cui in realtà mirava EDF quando scalò la Montedison. Ha ereditato dalla "vecchia" Edison la sede storica di mwamkForo Bonaparte a mwamoMilano.
• mwamwTecnimont: operante nel settore dell'ingegneria civile ed industriale, nel mwam02005 è stata ceduta dalla Edison al gruppo Maire Engineering (già mwam4FIAT Engineering), dando origine a mwam8mwanaMaire Tecnimont.
• mwaniNovamont: con sede a mwanmNovara, è un'azienda specializzata nella produzione di mwanqbioplastica a partire dal mwanumais, che ha ottenuto riconoscimenti a livello internazionale per la produzione di materiali biodegradabili.cite-ref-83[83]
• mwansMontefibre: nome del vecchio raggruppamento Montedison attivo nella produzione di mwanwtecnofibre; conferita alla mwan0Enimont passò successivamente all'mwan4EniChem; nel mwan81997 la proprietà fu rilevata dal gruppo tessile mwaoaOrlandi S.p.A, di Gallarate. L'azienda porta ancora il vecchio nome ed è quotata in Borsa.
Altre attività sono state invece cedute e quindi assorbite da altri gruppi industriali, da cui il cambio della denominazione.
La maggior parte delle attività chimiche “tradizionali” in effetti passarono all'mwaomEniChem nel mwaoq1991, dopo la vicenda mwaouEnimont; non così però le attività tecnologicamente più avanzate, come quelle raggruppate in mwaoyAusimont ed mwaocHimont, che rimasero “in pancia” a Montedison fino al mwaog2002, quando l'azienda completò il processo di rifocalizzazione sull'energia:
• mwaosAgrimont (già mwaowFertimont): la società dei prodotti per l'mwao0agricoltura è stata conferita nel mwao41991 all'mwao8EniChem, la quale conferirà a sua volta le attività alla controllata mwapaEniChem Agricoltura:
• il ramo fertilizzanti fu ceduto alla mwapyNorsk Hydro nel mwapc1996;
• mwapkMontedipe e mwapoMontepolimeri: anche queste società specializzate nelle produzioni chimiche di base e nelle materie plastiche passarono nel mwaps1991 all'mwapwEniChem, mantenne parte delle attività (oggi facenti capo a mwap0Syndial ed a mwap4Polimeri Europa) e ne dismise invece altre (come la mwap8Vinavil, rilevata poi dal gruppo mwaqaMapei).
• mwaqcHimont: joint-venture tra Montedison e l'americana Hercules, l'azienda, che produceva mwaqgpolipropilene, era considerata uno dei “gioielli” tecnologici del gruppo, che infatti non volle conferirla ad mwaqkEnimont al momento della sua costituzione; subentrata alla Hercules la mwaqoShell (da cui la denominazione mwaqsmwaqwMontell), la Montedison la cedette completamente nel mwaq01997. Successivamente, dopo l'entrata di mwaq4BASF nel mwaq82000 divenne mwaramwareBasell).
• Nel 2005, sia Basf sia Shell vendettero l'azienda ad una cordata di aziende, tra cui Access Industries e Chatterjee Group per circa 4,4 miliardi di euro.cite-ref-84[84] Nel dicembre mwarc2007, dopo l'ennesima fusione (stavolta con l'americana Lyondell) ha acquisito il nome di mwargmwarkLyondellBasell.
• mwarsFarmitalia: neanche il polo farmaceutico della Montedison entrò nell'affare Enimont, ma fu comunque ceduto pochi anni dopo alla mwarwPharmacia (oggi mwar0Pfizer); Montedison ne conservò però il ramo aziendale denominato mwar4Antibioticos, specializzato nella sintesi di principi attivi mwar8antibiotici, fu venduto alla mwasaFidia Farmaceutici solo nel 2003.
• EdisonTel: era la controllata di Edison per offrire servizi voce, servizi internet e trasmissione dati, utilizzando tecnologie sia di rete fissa che mobile, venduta nell'agosto del 2003 a Plug It, l'anno successivo viene fusa con quest'ultima per dare vita a mwasiEutelia s.p.a.
Singoli stabilimenti specializzati in produzioni di nicchia sono stati assorbiti da aziende chimiche emergenti come quello di mwasqPallanza (già mwasuMontefibre), che tuttora produce mwasyPET e che venne rilevato nel mwasc1989 dal gruppo mwasgMossi & Ghisolfi, o quello di mwaskNovara (già mwasoMontedipe), che produce principalmente monomeri (acido adipico ed esametilendiammina) per fibre mwasspoliammidi e che passò invece al gruppo Radici.
Montedison Servizi Finanziari
All'interno di Sefimeta, controllata dalla holding mwas8Iniziativa Meta, Montedison aveva creato un polo bancario ed assicurativo, attivo nel settore delle mwataassicurazioni, del mwatecredito al consumo, della gestione del mwatirisparmio e della intermediazione mobiliare.cite-ref-85[85]
Erano nate mwatgAgos Service per i prestiti personali,cite-ref-86[86] Agos Fondi per la gestione di mwat0fondi comuni di investimento,cite-ref-87[87] Agos Gestioni Patrimoniali che tra le altre cose ha curato il fondo pensione integrativo Montedison, il primo mai lanciato da una azienda in Italia,cite-ref-88[88] Agos Sim, la rete dei promotori finanziari di mwauyLa Fondiaria Assicurazioni, anch'essa proprietà di Iniziativa Meta,cite-ref-89[89] così come il broker Nikols e Banca Mercantile Italiana.cite-ref-ricerca-repubblica-it-17-1[17]
A seguito della fusione di Iniziativa Meta in Ferruzzi Finanziaria, queste società sono state redistribuite all'interno del gruppo per poi essere cedute a metà anni novanta.
In particolare, Agos Service fu rilevata totalmente da Sofinco nel mwave1993,cite-ref-90[90] Agos Fondi passò a mwavyBanca Monte dei Paschi di Siena,cite-ref-91[91] Agos Gestioni Patrimoniali, Agos Sim e Banca Mercantile Italiana, riunite sotto Sefimed, entrarono in mwavsBanca Popolare di Lodi,cite-ref-92[92] Nikols fu ceduta a mwawaLetizia Moratti che poi la rivendette ad mwaweAON,cite-ref-93[93] fino a mwawyLa Fondiaria che nel mwawc2002 fu integrata in mwawgSocietà Assicuratrice Industriale.cite-ref-94[94]
Aree ex-Montedison
L'avventura industriale della Montedison ha lasciato anche numerosi impianti che sono stati chiusi o notevolmente ridimensionati in tutta Italia:
• mwaxeAssisi
• mwaxmBrindisi
• mwaxuBussi sul Tirino (Pescara)
• mwaxcCastelfiorentinocite-ref-95[95]
• mwax0Castellanza
• mwax8Casteltermini
• mwayeCrotone
• mwaymFalconara Marittima - mwayqMontemarciano. Stabilimento Montecatini di Montemarcianocite-ref-96[96]cite-ref-97[97]Edifici di archeologia industriale, prima della mway4Montecatini poi della Montedison, situato nella frazione Marina di Montemarciano al confine con il territorio di Falconara Marittima. Vi si producevano fertilizzanti, la chiusura definitiva dello stabilimento avvenne nel 1990. Da allora nonostante numerosi passaggi di proprietà di annunci di presentazioni di piani di bonifica e recupero si è in attesa dell'avvio della bonifica e del recupero degli edifici. Da molti anni lo stabilimento è in stato di abbandono e dal 2004 è sottoposto a vincolo di tutela architettonica.
• mwazaPolo chimico di Ferrara
• mwaziMantova
• mwazqMarghera
• mwazyMerano
• mwazgMilano: l'area situata nel quartiere di mwazkRogoredo, dove fino al mwazo1970 si produceva l'insetticida mwazsRogor. Nel mwazw1987 era in progetto su quest'area un ipermercato mwaz0Euromercato del gruppo mwaz4Standa che all'epoca era di proprietà Montedison. Attualmente è in fase di riqualificazione come area residenziale (quartiere mwaz8Santa Giulia). Un'altra area ex-Montedison si trova in zona Sempione, dove è prevista la costruzione di un mwa0egrattacielo da 24 piani. Il grattacielo di Largo Donegani che ospitava la sede della Montecatini è oggi sede di mwa0iRadioMediaset, società a cui fanno capo le emittenti radiofoniche nazionali mwa0mRadio 105, mwa0qRadio Monte Carlo, mwa0uVirgin Radio Italia e mwa0yR101.
• mwa0gOrbetello
• mwa0oPorto Empedocle: l'area, situata alla periferia del comune agrigentino, verrà completamente bonificata grazie ad un progetto di rilancio finanziato dal CIPE. Nell'area industriale ormai dismessa verranno collocati un auditorium, diverse attività culturali e il nuovo impianto sportivo dove la mwa0sFortitudo Agrigento, maggiore squadra di pallacanestro di Agrigento, disputerà le partite casalinghe.
• mwa00Porto Recanati: Capannone Nervicite-ref-98[98]cite-ref-99[99] Dello stabilimento mwa1cMontecatini poi Montedison di mwa1gPortorecanati rimane solamente il cosiddetto Capannone Nervi. In attesa di bonifica e recupero.
• mwa18Rieti: fondato nel 1937, produceva l'mwa2aacido solforico necessario per la fabbricazione della mwa2eviscosa mwa2irayon nel vicino stabilimento mwa2mSupertessile della mwa2qSNIA;cite-ref-100[100] fu chiuso nel 1972.cite-ref-rieti-virtuosa-101-0[101] La procedura di esecuzione da parte del comune della bonifica in danno del proprietario inadempiente (De Angelis Costruzioni srl ed Edison-Giomircite-ref-102[102]) doveva partire nel 2011, ma non risulta che i lavori siano effettivamente partiti.cite-ref-rieti-virtuosa-101-1[101] Per la riqualificazione dell'area Montedison-SNIA il Comune, l'associazione Rena e il mwa3uMonte dei Paschi di Siena hanno lanciato nel 2015 un concorso internazionale di idee.cite-ref-103[103]
In ognuno di questi siti la cessazione dell'attività ha determinato per le popolazioni difficoltà occupazionali e la complessa ricerca di soluzioni per destinare a nuovi usi, le enormi aree dismesse, che richiedono anche interventi di bonifica dall'inquinamento di origine industriale.
Storia del logo
Esistono varie versioni sull'origine del logo che identificava la Montedison e le sue filiali:
• un'altra versione sostiene che il logo sia stato realizzato casualmente: scarabocchiando l'interno di un mwa4cfermaglio per fogli in vari punti, un grafico notò il suo alto valore comunicativo e pensò che potesse essere quello il logo per rappresentare la Montedison;
• una terza versione sostiene che il logo del Gruppo Montedison, fu disegnato nel 1971 durante una riunione generale nel Petrolchimico Nord di mwa4kMarghera dall'ingegner Cesare Niero (classe 1925), responsabile d'impianto dei fertilizzanti azotati e dell'acido nitrico (Dipa: Agrimont, Fertimont, Montecatini, Azotati (ex FIAT), disegnando 4 fermagli da fogli, disposti a 45 gradi quasi ad indicare "un'aquila che spicca il volo", ricordata poi come L'aquila (il più regale tra i volatili) della Montedison, la più regale industria nel settore chimico e di raffineria.
Nel mwa481992, quando la Montedison era già nei suoi ultimi anni, il suo logo era riportato sulla fiancata de mwa5aIl Moro di Venezia, la barca di Raul Gardini, prodotta presso Tencara, che arrivò fino alla finale dell'mwa5iAmerica's Cup.
Inoltre esso servì per alcuni anni a identificare la mwa5qStanda, quando essa fu di proprietà Montedison.
Presidenti
• mwa5gGiorgio Valerio (1966-1970)
• mwa5oCesare Merzagora (1970)
• mwa5wPietro Campilli (1970)
• mwa54Eugenio Cefis (1971-1977)
• mwa6aGiuseppe Medici (1977-1981)
• mwa6iMario Schimberni (1981-1987)
• mwa6qRaul Gardini (1987-1991)
• Giuseppe Garofano (1991-1992)
• Arturo Ferruzzi (1993)
• mwa6oGuido Rossi (1993-1995)
• mwa6wLuigi Lucchini (1995-2001)
• mwa64Umberto Quadrino (2001-2002)
Note
cite-note-11. ↑ Alberto Mazzuca, mwa7uGardini il corsaro, Bologna, Minerva Edizioni, 2013, p. 114.
cite-note-22. ↑ Fulvio Coltorti, mwa7kLa Mediobanca di Cuccia, Torino, G.Giappichelli Editore, 2017, p. 54. Coltorti, che a lungo è stato il responsabile dell'Area studi di Mediobanca dove ha lavorato con Enrico Cuccia e Vincenzo Maranghi dal 1972 al 2015, sottolinea come con questa Opa ostile la FIAT non solo abbia affossato il secondo gruppo industriale italiano ma abbia aggravato con i debiti contratti i suoi stessi problemi sino al punto da dover cambiare nel 2004 il management e nominare Sergio Marchionne amministratore delegato.
cite-note-33. ↑ Alberto Mazzuca, mwa70Penne al vetriolo, Bologna, Minerva, 2017, p.314.
cite-note-44. ↑ Eugenio Scalfari, Giuseppe Turani, mwa8eRazza padrona, Milano, Feltrinelli, 1974, p. 117
cite-note-55. ↑ Piero Ottone, mwa8uIl gioco dei potenti, Milano, Longanesi & C, 1985, p. 167.
cite-note-66. ↑ Cfr Alberto Mazzuca, mwa8kPenne al vetriolo, op.cit., p.314.
cite-note-77. ↑ Alberto Mazzuca, mwa80Gardini il Corsaro, op.cit., p.115-116.
cite-note-88. ↑ P. Ottone riporta in mwa9eIl gioco dei potenti, Longanesi, 1985, che Cefis avrebbe riferito ad amici che Cuccia si sarebbe rivolto a lui nel momento in cui abbandonò la presidenza della Montedison dicendo "Questo da Lei non me l'aspettavo. Credevo che Lei avrebbe fatto il colpo di Stato." Citato in G. Galli, mwa9iIl padrone dei padroni, pag. 112, nota 19. In un'intervista pubblicata dopo la sua morte, Cefis confermò in sostanza la frase rivoltagli da Cuccia, a cui disse di avere risposto "Ma lei è matto", non capendo quando e come avesse potuto dare a Cuccia questa sensazione; Dario Di Vico, mwa9mNon ho mai capito di che golpe parlasse Cuccia, Corriere Economia, 5 giugno 2006. Per i retroscena politici della scalata di Eni alla Montedison si veda E. Scalfari, G. Turani, mwa9qRazza padrona. Storia della borghesia di stato, Feltrinelli, 1974, pagg. 153 e seguenti
cite-note-99. ↑ G. Galli, mwa9gIl padrone dei padroni, pagg. 107-108
cite-note-1010. ↑ G. Baldi, mwa9wI potenti del sistema, pag. 117
cite-note-1111. ↑ G. Baldi, mwa-aI potenti del sistema, pagg. 117 e 167
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• Eugenio Scalfari, Giuseppe Turani, mwbusRazza padrona, Milano, Feltrinelli, 1974.
Voci correlate
Personaggi
• mwbvaEnrico Bondi fu amministratore delegato della Montedison negli anni novanta
• mwbviEnrico Cuccia incoraggiò la fusione tra Montecatini ed Edison
• mwbvqGuido Donegani trasformò la Montecatini nel maggior gruppo chimico italiano
• mwbvyRaul Gardini trasformò la Montedison nel secondo maggior gruppo privato italiano
Luoghi
Aziende del gruppo Montedison
• mwbwqACNA
• mwbwyAcsa
• mwbwsAlimont
• mwbw0Ausimont
• mwbxaAusidet
• mwbxiAusind
• mwbxqDutral
• mwbxyMontefluos, poi Montesolvay, ora Solvay Fluor Italia
• Antibioticos
• Bellentani
• mwbxwBertolli
• mwbx4Carlo Erba
• mwbyaChâtillon
• mwbyiCora
• Datamont
• mwbyuDe Rica
• DIPA
• mwbygEnimont
• Eridania-Beghin Say
• Epea
• mwby4Farmitalia
• mwbzaFarmoplant, insetticida mwbzeRogor
• mwbzsHimont
• mwbz0Istituto Guido Donegani
• mwbz8Merak
• Metalmont
• Montedel - Montecatini Edison Elettronica
• mwb0uMontedipe
• mwb0cMontefibre
• mwb0oTaban, ex settore mwb0sNailonplast della mwb0wMontefibre
• mwb04Società italiana nailon
• mwb1aSocietà italiana poliestere
• mwb1iSocietà italiana prodotti acrilici (SIPA)
• mwb1qMontepolimeri
• mwb1yMonteponi
• mwb1gMonteshell
• mwb1oMontesud
• mwb1wMontevecchio, detta anche Zinco-Piombo
• mwb14Moplefan
• Montoil, già Olimont
• mwb2mNeofil
• mwb2uNovamont
• mwb2cPavesi
• mwb2kPolymer
• mwb2sRhodiatoce
• mwb20Servizi elettrici Montedison
• SICE - mwb28Sicedison
• Samont
• mwb3mSMIEL
• mwb3uStanda
• mwb3gCastorama
• mwb3oEuromercato
• mwb3wFiorucci
• Leasinvest
• mwb4aVāmana
• mwb4iTecnimont
• Tencara
• Vetem ora Ceva-Vetem
• mwb4yVinavil
• mwb4gRabarbaro Zucca
Altri progetti
Altri progetti
• Wikimedia Commons
• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su MontEdison
Collegamenti esterni
• (IT, EN) Sito ufficiale, su montedison.it.
• citereftreccani-itMontedison, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefsapere-itMontecatini Èdison, su sapere.it, De Agostini.
• citerefdizionario-di-economia-e-finanzaMontedison, in Dizionario di Economia e Finanza, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2012.
• Sulla Montedison si vedano anche i documenti di Mediobanca, consultabili liberamente online, sul mwb48sito dell'Archivio Storico Mediobanca "Vincenzo Maranghi". Tra questi si segnala in particolare la mwb5aSerie del Sindacato di Blocco Montecatini - Edison.
• mwb5iJohnny Zotti, Montedison: nascita, storia e fine del polo energetico italiano, su investire.biz, 10 dicembre 2020. URL consultato il 7 gennaio 2024.